Arte e Cultura in Val Trebbia Ligure

Un viaggio affascinante tra antichi borghi, monumenti e chiese

Con una storia che risale ai tempi degli antichi Romani, la Val Trebbia è stata un’area di conflitto durante le guerre medievali e rinascimentali e ha visto la presenza di numerose personalità storiche.

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Tra le colline e i borghi antichi di questa terra, si trovano tesori nascosti che raccontano la storia di una valle incantata. I suoi castelli, le sue chiese e i suoi monumenti sono vere testimonianze di un passato glorioso che, ancora oggi, ha la capacità di affascinare e sorprendere.

E’ proprio il caso di dire che i veri amanti della storia e della cultura del Bel Paese non possono perdere una gita in questo luogo.

FONTANIGORDA

Quando la magia di un bosco incantato si intreccia con la poesia...

Giorgio Caproni e il Bosco delle fate

Una delle attrazioni più caratteristiche di Fontanigorda è il “Bosco delle fate”.
La luce che filtra dalle maestose chiome di faggi e castagni, unita alla bellezza di ruscelli d’acqua e rocce sovrapposte tra loro in modo bizzarro, conferiscono a quest’area verde un’atmosfera davvero magica.
L’impressione è proprio quella di essere immersi in una foresta incantata, popolata appunto dalle fate!

Particolarità di questo luogo è il sentiero, che collega la piazza della chiesa al bosco, dedicato a Giorgio Caproni, lungo il quale sono appese (a supporti di legno) delle lastre in ardesia su cui sono stati incisi i versi che il poeta Giorgio Caproni, uno dei poeti più importanti del Novecento italiano, dedicò proprio alla Val Trebbia.

Nato a Livorno nel 1912, Caproni trascorse gran parte della sua vita a Roma ma ebbe una forte relazione con la Valtrebbia, in particolare con Fontanigorda, luogo in cui insegnò per diversi anni presso una scuola elementare.

In particolare sono da citare le poesie “Ballo a fontanigorda”, “Ottone”, “Lasciando Loco” che sono state scritte dal poeta livornese per elogiare la Val Trebbia, evocando le sue valli, le sue montagne, i suoi fiumi e le sue foreste.

È presente una mostra permanente dedicata a Caproni in piazza della chiesa, contattare il comune per visitarla.

Le fontane di Fontanigorda

La prima citazione di Fontanigorda si trova in un atto notarile del 1182 nel quale viene chiamata “Super fontem in gordum” ovvero “Sopra la fonte nello specchio d’acqua artificiale”.

Fontanigorda è una località che deve il suo nome ricchezza d’acqua alle numerose fontane e sorgenti presenti nella zona. Questa preziosa risorsa è stata da sempre una fonte di vita e di benessere per la comunità locale, oltre che un’attrazione per i visitatori che giungono in questo luogo per ammirare la bellezza del paesaggio e godere della freschezza delle sue acque.

Esistono ben 15 fontane che si diramano dal bivio stradale fino al Bosco delle Fate. Le prime sono apparse nel 1891, anno in cui un generoso villeggiante decise di dotare il paese di questa preziosa risorsa.
Alcune di queste sono fuse in ghisa e su di esse si può notare l’effigie della Madonna dell’Addolorata che protegge Fontanigorda e i suoi abitanti.

GORRETO

Gorreto vanta un patrimonio artistico e culturale di grande valore.

Tra i suoi tesori più preziosi spiccano Palazzo Centurioni, la Chiesa di Santo Stefano e la chiesa di Santa Caterina, luoghi di grande fascino che rappresentano un’importante testimonianza della storia e dell’arte della zona.

Palazzo Centurione Gorreto

Palazzo Centurione è l’unico edificio medievale a uso “governativo” di cui si può ancora godere della sua affascinante bellezza.

ll palazzo si presenta con una facciata imponente e impreziosita da un portale in pietra bianca. Costruito nel 1640 dal principe di Genova nel borgo di Gorreto, unico nel suo genere e in tutta la Val Trebbia, aveva lo scopo di amministrare la giustizia, ospitare una guarnigione militare e battere moneta.

Al suo interno, inoltre, si poteva trovare una cartiera, una conceria, una fabbrica di pasta, una falegnameria, una fornace ed un mulino per la farina.

Negli anni della Seconda Guerra Mondiale fu sede del comando militare e poi dei partigiani; successivamente fu venduto ad un ente religioso che lo utilizzò come sede.

In questo momento il palazzo non è accessibile al pubblico, tuttavia, il comune di Gorreto ha in mente vari progetti per riportarlo alla bellezza originale e renderlo visitabile alla gente.

Chiesa di Santo Stefano Gorreto

La chiesa di Santo Stefano, situata nella frazione di Fontanarossa del comune di Gorreto, è un gioiello architettonico del XI secolo.

Il campanile, con la sua maestosità, domina l’intero borgo ed è uno dei simboli della località. Essa è detta anche “chiesa saracena” perché sembra possa essere stata edificata dai saraceni prima dell’anno 1000.

In quel periodo, infatti, i pirati arrivarono fino all’entroterra e sembra che alcune colonie rimasero in quelle zone edificando la piccola chiesetta, che in seguito venne convertita ad uso ecclesiastico.

La chiesa ospita al suo interno affreschi, come quello recentemente affiorato dopo l’intervento di rinnovo, e opere di grandi artisti, tra cui un altare in marmo policromo e un crocefisso del XVII secolo.

Santa Caterina Gorreto

La chiesa di Santa Caterina, situata a pochi chilometri dal centro di Gorreto, è un altro esempio di architettura religiosa di grande interesse artistico.
La chiesa, costruita nel XV secolo, è stata oggetto di un recente restauro che ha permesso di valorizzare gli affreschi presenti all’interno dell’edificio e le diverse reliquie. In questa chiesta, infatti, sono presenti più di 40 reliquie donate dalla famiglia centurione che rendono la chiesa il 2° più grande reliquiario della liguria.

Tra le opere conservate vi è l’altorilievo sull’altare maggiore di Santa Caterina che riceve la confessione dal beato Raimondo da Capua; nell’abside è presente una tela del XVIII secolo raffigurante la Madonna della Misericordia. I confessionali, in legno intarsiato, sono databili al XV secolo. L’edificio ospitò nel 1376 la nobile Orietta Centurione Scotto, durante il viaggio di ritorno da Avignone. Considerata dalla famiglia Centurione la loro “santa protettrice”.

Successivamente, nel 1641, i due principi Luigi e Carlo Centurione vollero dedicare a Santa Caterina da Siena la nuova chiesa facente parte della diocesi di Piacenza-Bobbio. La chiesa è visitabile su richiesta

PARCO DELL'ANTOLA

Il monte Antola è la vetta più conosciuta e frequentata del gruppo montuoso ligure.

Posto tra la Valle Scrivia, la val Trebbia e la Val Borbera, è noto per la bellezza dei paesaggi e l’incantevole fioritura dei narcisi nel mese di maggio.

Luoghi di Culto del Monte Antola

Oltre agli aspetti naturalistici, si possono ammirare alcuni interessanti luoghi di culto tra cui la Cappella del Cristo Redentore e un monumento dedicato ai partigiani delle vallate.

La Cappella del Cristo Redentore fu edificata alla fine dell’800 su iniziativa del parroco di Propata, in seguito è stata benedetta e aperta al culto nel 1899. Crollata negli anni ’50 per la scarsa manutenzione e le intemperie, è stata completamente ricostruita simile alla precedente alla fine degli anni ‘90.

Durante la Festa di San Pietro del 26 giugno 2016 è stata visitata per la prima volta da due vescovi: dal mons. Vittorio Francesco Viola e da mons. Nicolò Anselmi.

Il Monumento ai partigiani e alle popolazioni delle vallate è stato completamente ristrutturato nel 1984 dalla Provincia di Genova.

Sui tre lati della struttura sono affisse diverse targhe che ricordano il periodo della Resistenza, il sindacalista-alpinista Guido Rossa e il 70° Anniversario della Liberazione.

Dal 2015, ogni 25 aprile, presso il monumento, si svolge una commemorazione che porta in vetta centinaia di persone.

Festa di San Pietro

Degna di considerazione è la Festa di San Pietro in Antola, un evento religioso che ha luogo nel fine settimana più vicino alla solennità di San Pietro e Paolo (in calendario il 29 giugno).
Dalla sera del sabato, fino al pomeriggio della domenica, la valle prende vita attraverso appuntamenti religiosi, musica e balli presso la cappella del Cristo Redentore e in cima alla Croce di vetta.

Una festa “in Appennino” semplice ma di grande richiamo.
Suggestiva la fiaccolata del sabato notte che parte dalla cappella del Cristo fino alla Croce di vetta, posizionata più di 110 anni fa sulla cima del monte Antola. La croce di vetta, alta 18 metri, fu “donata al monte” da Ferdinando Maria Perrone e venne benedetta dal Vescovo di Tortona Igino Bandi il 4 agosto 1907 alla strabiliante presenza di oltre diecimila persone.
Da oltre un secolo è la meta di centinaia di escursionisti e in occasione della Festa di San Pietro viene illuminata, rendendo ancora più affascinante l’escursione (organizzata il sabato sera) per attendere l’alba in vetta.

Osservatorio astronomico

L’Osservatorio Astronomico Regionale Parco Antola comune di
Fascia è situato ad oltre 1400 metri di altitudine, in prossimità della località Casa del Romano.

L’osservatorio è stato realizzato per la divulgazione e la ricerca scientifica ed è dotato di un modernissimo telescopio da 800 mm, di una sala multimediale e di una biblioteca a disposizione dei visitatori.
Altro elemento essenziale è il Planetario, formato da una cupola metallica semisferica, sulla cui volta vengono proiettati i diversi fenomeni celesti nel corso delle lezioni divulgative alle quali gli spettatori possono assistere.

Tel. 3896331785
Mail. info@starantola.it
Giorni, orari di apertura, prenotazioni: contattare l’Associazione Starantola

Cosa fare in
Val Trebbia Ligure?

Prodotti tipici

La Val Trebbia è una terra ricca di sapori e tradizioni culinarie che offre una vasta gamma di prelibatezze gastronomiche come la coppa, il salame e la pancetta, realizzati con carni suine lavorate artigianalmente e i formaggi.

Sport & Outdoor

Questa meravigliosa valle propone attività sportive e all’aperto adatte a tutti, dalle escursioni naturalistiche e i percorsi in mountainbike per i più avventurosi, alla pesca sportiva per gli appassionati.